Pino Bertelli, 1960 (romanzo, ciclostile)
La gente del Paese degli uomini liberi ha la pelle di ogni colore… nera, bianca, rossa, gialla, verde, alcuni perfino rosata… tutti sono uguali perché nessuno è diverso…
Nel Paese degli uomini liberi la luce è data dall’oro e dai diamanti, il vento soffia da un fiume sotterraneo color viola, le coltivazioni sono innaffiate con il latte delle mucche che mangiano alghe d’argento… gli alberi crescono a rovescio e gli uccelli fanno i nidi su sentieri di stelle cadute nel vulcano… qui nessuno è schiavo perché tutti sono re. I bambini nascono già grandi e i vecchi sono sempre bambini… le ragazze crescono con i fiori di velluto blu e fanno torte di pan di zucchero… gli uomini costruiscono altalene a fanno girotondi con le donne e i bambini… tutti giocano a mosca cieca o alla caccia al tesoro e la ricompensa è sempre un abbraccio fraterno o un sorriso disarmato… nessuno muore, nessuno nasce… tutto è messo a servizio della comunità…
Una volta gli uomini del mondo di fuori vollero entrare nel vulcano e conquistare il Paese degli uomini liberi con le armi… non ci riuscirono… perché l’intera comunità fece esplodere il vulcano prima di cadere sotto il dispotismo… è da quella distruzione radicale del mondo di fuori nacque una nuova comunità di liberi e uguali.
Il romanzo è stato scritto dall’autore quando aveva 16 anni e faceva il manovale.





