di Pino Bertelli, 1999 con scritti dell’Unicef, Premio Nobel per la pace, illustrazioni di Massimo Panicucci, colori Elena Rapaccini
Nota dell’autore di Pino Bertelli
La diversità esiste. È il rapporto che la gente ha con la diversità che è sbagliato.
In principio qualcuno tagliò una canna nel vento e con quella scrisse il mondo. Gli uomini in origine non possedevano nulla, solo l’amore, l’amicizia e la felicità.
Erano ricchi di ciò che non avevano.
E tutti erano uguali, perché tutti erano diversi. Tutti erano re, perché nessuno era servo. Gli uomini abitavano la terra come forestieri. I loro porti erano i sogni. La loro gioia era la fraternità e l’amore degli uni per gli altri. I loro canti festeggiavano la diversità, e la libertà e l’amore erano la poesia di tutti.
Le prime scritture hanno registrato il lavoro degli schiavi. La civiltà si è insediata a colpi di cannone. L’amore e solo l’amore ha fatto della diversità una “comunità di liberi e di uguali”… dove tutti sono “piccoli principi” perché la loro “diversità” se la portano addosso dalla nascita o l’hanno incontrata lungo la strada.
Tutto ciò che è diverso è anche obliquo dentro e fuori la vita quotidiana.
Essere obliqui è trovarsi in un sentiero che porta in “nessun luogo”, nel “Paese del non-dove”, là dove la fanciullezza dei cuori amorosi si affaccia sulla finestra dell’anima e fa dei nostri sogni ad occhi aperti nuove stagioni dell’amore e nuove costellazioni di libertà…
Non devi temere di perdere l’amore, devi aver paura di non averlo incontrato mai.
Verrà l’amore e avrà i tuoi occhi.





